APE: Attestato di Prestazione Energetica
L’APE, Attestato Prestazione Energetica, è un documento che controlla e certifica le caratteristiche e le prestazioni energetiche di un immobile (indifferentemente ad uso abitativo, commerciale o turistico).
Grazie ad una scala, i cui valori vengono espressi mediante l’utilizzo di una decina di lettere e sono compresi tra A4 e G, è possibile risalire all’esatto consumo energetico derivante dal normale utilizzo degli impianti presenti nell’edificio in questione. Questo attestato è ritenuto un passo fondamentale per l’acquisto o l’affitto di un immobile ed il proprietario dello stesso è obbligato per legge a fornirlo all’acquirente o all’inquilino della struttura e comunque a produrre per sé questo documento.
Particolare risalto sta assumendo in quest’ultimo periodo in quanto il suo rilascio, pre e post intervento, è fondamentale per l’accesso all’Ecobonus 110%.
Piccolo dettaglio: l’APE non deve mai essere confuso con l’AQE, acronimo per Attestato di Qualificazione Energetica.
APE ed AQE: quali sono le differenze?
Sebbene entrambe le certificazioni riguardino la produzione domestica di energia, l’AQE può essere redatto soltanto da un tecnico (poco importa che si tratti del progettista dell’immobile o del direttore del cantiere che lo ha effettivamente costruito). Questo documento, non a caso, viene stilato all’indomani dell’avvenuta costruzione della struttura e affidato al Comune di pertinenza insieme a tutto il resto degli incartamenti di norma prodotti per attestare la fine dei lavori nel cantiere in questione.
Tra l’altro l’AQE non comunica espressamente la classe energetica di appartenenza della struttura: esso infatti nasce come una sorta di sostituto temporaneo dell’APE che, come già accennato in precedenza, ha vissuto una fase di rielaborazione. L’Attestato di Qualificazione Energetica, inoltre, è generalmente poco utilizzato e la sua funzione si esaurisce, in linea di massima, quando viene consegnato dal capocantiere al Municipio nei modi e nei tempi a cui si accennava poco sopra.
L’APE – Attestato di Prestazione Energetica invece può essere rilasciato da un certificatore abilitato che esercita la sua professione a prescindere dall’esistenza o meno di cantieri e simili. E’ ovvio che questo tecnico abbia maturato negli anni delle specifiche competenze in materia di produzione energetica. La sua azione viene in genere regolarizzata dalle varie Regioni che elaborano in merito anche delle normative tra loro leggermente differenti.
Abitualmente il ruolo di certificatore viene assunto dagli architetti oppure dagli ingegneri o in alternativa dai geometri. Questa nuova figura professionale, non è difficile immaginarlo, ha un grosso bagaglio di responsabilità tanto in ambito civile quanto in ambito penale.
Quando diventa necessario produrre una certificazione APE?
La certificazione in questione, così come accennato in precedenza, va, a far data dal luglio 2009, prodotta nel caso in cui un qualsiasi possessore di immobile decidesse, per svariati motivi, di cedere il suo appartamento o la sua bottega, se non addirittura un intero stabile.
Dal luglio dell’anno successivo poi questo documento è stato considerato parte integrante degli incartamenti da consegnare, o quanto meno lasciar visionare, anche a semplici affittuari.
Dall’inizio del 2012, in ultimo, tutte le compagnie attive nel settore dell’immobiliare sono state sollecitate dalla legge italiana ad apporre nell’annuncio relativo alla vendita o all’affitto di un qualsiasi stabile una rilevazione relativa agli indici di prestazioni energetiche dello stesso espresso ovviamente in KWh/mq per anno.
Si consideri poi che è necessario essere in regolare possesso di Attestato di Prestazione Energetica anche quando si intende ottenere un certificato di agibilità della struttura interessata.
Tralasciando il fatto che produrre questo certificato sia ormai obbligatorio, è bene puntualizzare che esso non rappresenta soltanto una mera costrizione, ma anche una prassi vantaggiosa per chiunque entri in possesso di un immobile. Innanzitutto, grazie alla lettura dell’APE, sarà possibile valutare con cognizione di causa l’effettiva fattibilità e convenienza di un acquisto o di una locazione e, come se non bastasse, l’eventuale necessità di prendere in considerazione l’idea di sottoporre l’edificio a riqualificazione energetica. Quest’ultimo punto è una forma di investimento a lungo termine: l’adeguamento degli impianti energetici, oltre a tradursi in un grosso risparmio in bolletta e nella corresponsione di vari sgravi fiscali da parte dello Stato, determina infatti un innalzamento repentino del valore di mercato dell’immobile.
Procedure di compilazione
Compilare un APE – Attestato di Prestazione Energetica non è semplicissimo, per cui è necessario ricorrere ad un tecnico abilitato e certificato. Il primo passo da compiere in tal senso è il sopralluogo all’interno dell’edificio, conditio sine qua non per procedere.
L’APE viene normalmente ricavato da una serie di complessi calcoli eseguiti da software pensati per lo scopo che analizzano vari parametri relativi all’abitabilità di un dato edificio. Vengono quindi esaminate la qualità degli infissi, la fattura della muratura, le modalità con cui viene riscaldata l’acqua corrente o si è deciso di climatizzare gli ambienti, la presenza o meno di sistemi pensati per agire grazie all’interazione con combustibili naturali o materie prime comunque ecologiche, il ricorso al rinnovabile, la geometria dell’appartamento, la tipologia di impianti installati e quant’altro.
Soltanto una volta elaborati ed interfacciati tutti questi dati, sarà possibile per il certificatore rilasciare la targa energetica dell’immobile.
Durata del Certificato
Come stabilisce il D.Lgs. 192/2005 all’art. 6 comma 5:
“L’attestato di prestazione energetica ha una validità temporale massima di dieci anni a partire dal suo rilascio ed è aggiornato a ogni intervento di ristrutturazione o riqualificazione che modifichi la classe energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare. La validità temporale massima è subordinata al rispetto delle prescrizioni per le operazioni di controllo di efficienza energetica dei sistemi tecnici dell’edificio, in particolare per gli impianti termici…”
Quindi è bene prestare particolare attenzione, in quanto nel caso di mancato rispetto di quanto stabilito dalla normativa, piuttosto che al decimo anno, l’attestato vedrà la propria scadenza il 31 dicembre dell’anno successivo al suo rilascio.
Richiedere un APE: i costi
Come avviene nel caso di una moltitudine di altri servizi, questo particolare tipo di attestazione non gode di tariffazione minima. Tralasciando questo particolare, all’utente basti sapere che in genere il rilascio di un APE – Attestato di Prestazione Energetica varia tra le 100 e le 400 euro.
Tale divario non è semplicemente dovuto al diverso tariffario dei professionisti a cui normalmente ci si rivolge per poter ottenere questa documentazione, bensì anche alla regolamentazione regionale a cui fa riferimento. Ulteriore variabile da tenere in considerazione è poi il tipo di struttura da esaminare: altro è periziare una bottega a due luci, altro esaminare una villa di lusso nel cuore di una città d’arte.
Il consiglio è sempre quello di rivolgersi a professionisti abilitati e dotati delle giuste competenze ed esperienze, mettendo in secondo piano la tariffa del servizio.
Attenzione alle fregature
Quando si ha a che fare con documentazioni da dover produrre obbligatoriamente, il rischio di incappare in qualche fregatura è sempre dietro l’angolo. Onde evitare di rientrare nella fascia dei soggetti a rischio quindi è sempre bene tutelarsi prendendo determinate precauzioni.
Innanzitutto, un po’ come si farebbe con qualsiasi altro bene acquistabile con un certo dispendio economico, è meglio rivolgersi al proprio tecnico di fiducia ed eventualmente richiedere altri preventivi a tecnici a cui è riconosciuta professionalità e competenze in materia.
Campanelli d’allarme dovranno essere ritenuti tariffari eccessivamente bassi, il rifiuto da parte del tecnico di effettuare il sopralluogo che, per legge, è obbligatorio, e la prassi di affidarsi ad eventuali intermediari.
Attenzione infine alle firme digitali: esse sono valide dal punto di vista legale e attestano l’effettiva ufficialità del documento. Per mettersi comunque al riparo dai furbetti di turno è sempre bene verificare la loro autenticità avvalendosi di alcuni strumenti di verifica presenti online (ad esempio il sito ufficiale di Poste Italiane).
